Lo sguardo dell’altro come propulsore proprio
“Lo sguardo dell’altro come propolsore proprio” è un progetto realizzato nella materia Disegno di abbigliamento IV, ispirato nella scelta di un animale e un concetto in rapporto a ciò.Ho scelto un pavone a causa di quello che simboleggia nella cultura greca. Fu utlizzato da Hera, con lo scopo di sorvegliare con i cento occhi suo marito Zeus, mentre passava tempo con le sue amanti. L’animale fu condannato a portare addosso occhi che non erano propri essendo così tutto il tempo controllato.
Questa analisi mi ha portato a metterlo in rapporto con la difficoltà e la complessità di crescita nell’attualità. I suoi occhi nella coda rappresentano la sensazione di essere osservato e giudicato da altri, specialmente persone giovani che si sentono osservate e giudicate tutto il tempo.
Ciononostante il pavone non si distragga per gli sguardi che porta addosso, tira avanti con fiducia e segnando una sensazione di potere nel suo andare. Di questo modo, trasformando gli sguardi estranei in una forza propulsiva di successo. Per questo, l’animale ci insegna che invece di lasciare che gli sguardi ci limitino, possiamo utilizzarli come un trampolino verso la realizzazione e la soddisfazione personale.
Nei miei disegni ho deciso di rappresentare questa soddisfazione con se stesso attraverso le misure degli abiti indicando fiducia, la grande quantità di ricami scintillante significando il nostro splendore proprio, stampe occupando gran parte dei vestiti e i colori accattivanti come il dorato e il verde, indicando la sicurezza di essere visti.
Nelle produzioni di foto ho rappresentato gli sguardi degli altri attraverso il riflesso di specchi, anche la Post-produzione ho aggiunto edizione di colori, ho sovvrapposto immagini facendo riferimento a quello che si mostra e quello che veramente siamo. Ho fatto una produzione fuori e un’altra in studio, insegnando il processo all’interno di ognuno rendere questi sguardi in propulsori.